La pectina è un eteropolisaccaride, ossia uno zucchero composto dall’unione di più monosaccaridi differenti, contenuto nelle pareti cellulari dei tessuti vegetali. È un carboidrato indigeribile che rappresenta a tutti gli effetti una fibra solubile.
Questa sostanza è stata isolata per la prima volta nel 1825 da Henri Bracconot.
E’ conosciuta per il suo impiego nella preparazione di marmellate e gelatine di frutta, è dotata però anche di interessantissime virtù dietetiche e farmacologiche.
La fonte più ricca in assoluto è la pellicina bianca – detta albedo – che rimane attorno ai frutti degli agrumi e di altri frutti dopo aver allontanato la buccia.
Di conseguenza il frutto intero rispetto alle spremute ed ai succhi di frutta, è da preferire in quanto più ricco di fibre, rispetto ai succhi che invece sono ricchi di zuccheri.
La pectina svolge diversi ruoli in natura, ma principalmente è responsabile della consistenza dei frutti durante la maturazione: l’ammorbidimento della frutta e della verdura è dovuto all’idrolisi (scomposizione) della pectina.
Non a caso è proprio dai frutti più maturi che si ha l’estrazione maggiore di pectina.
La pectina la si può considerare un perfetto prebiotico!
La metabolizzazione intestinale della pectina da parte della nostra flora batterica residente, oltre a favorire la proliferazione di batteri benefici ed ostacolare indirettamente quella dei patogeni, origina acidi grassi a corta catena, che nutrono la mucosa intestinale e possono diminuire tante problematiche (in internet si trova molto sulle proprietà terapeutiche delle pectine).
Questi prodotti naturali trovano applicazione in svariati prodotti farmaceutici, nutraceutici ed alimentari.
Le pectine vegetali offrono dei vantaggi sulla salute dell’apparato digerente e del sistema immunitario attraverso le loro azioni nel tratto gastrointestinale, il principale ostacolo che impedisce loro di esercitare al meglio i benefici, è la loro biodisponibilità.
Le pectine ordinarie hanno una catena molecolare troppo lunga per poter essere assorbite nel flusso sanguigno. Per renderle assimilabili vengono utilizzati processi enzimatici per creare una catena molecolare più corta; anche il lavoro di fermentazione che si crea nei nostri FerVìda permette di ridurne le dimensioni, rendendola capace di attraversare le ramificazioni delle molecole di pectina diventando così biodisponibile, cioè assorbita facilmente nella circolazione sanguigna e di esercitare numerosi effetti terapeutici in tutto il corpo.
Per cui impariamo ad utilizzare il più possibile per il nostro benessere anche questo ennesimo regalo che ci dona il FerVìda. Buona fermentazione a tutti!!

Essicare bucce fermentate del ferVìda

Una volta prelevato il liquido che è maturato nel fervìda per almeno 1 anno e se possibile anche due, ci rimane una massa vegetale ricca di pectina naturalmente modificata per merito della fermentazione.

Non ci resta che strizzare il più possibile questi frutti fermentati per togliere loro il liquido, meglio che possiamo, anche con l’utilizzo di un torchio per esempio.

Distendere poi nell’essicatore la frutta cercando di tagliarla sottile e posizionare il timer a 45/50 gradi.

Il risultato sarà questo. Basterà poi utilizzare un macinacaffè per ottenere della polvere, che sarà molto pratica da utilizzare.

Si può utilizzare all’interno dei cibi, nei centrifugati e a seconda della fantasia, per il nostro benessere sarà un grande aiuto, sia per il sistema immunitario, circolatorio, etc..

2 commenti a “Essicare le bucce fermentate dei nostri fervida. Pectine.

  • Giovanna Cantoni

    Sono interessata all’acquisto, pertanto mi fate sapere quanto costa il collirio GOCCE DI DIAMANTE? E’ acquistabile on-line? Esistono anche dei punti vendita a Milano? Grazie

    Rispondi
  • Giovanna Cantoni

    Sono interessata all’acquisto, pertanto mi fate sapere quanto costa il collirio GOCCE DI DIAMANTE? E’ acquistabile on-line? Esistono anche dei punti vendita a Milano? Grazie

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