PREPARAZIONE DEL FERVìDA

Quando prepariamo il nostro “Fermento Medicina” così chiamato dalla Signora Pa Cheng, dobbiamo avere l’accortezza di farlo al meglio, di trovare ingredienti il più possibile salubri, vitali .. La preparazione del nostro vero e proprio Elisir parte da questo.
Prepararlo e accudirlo significa anche impegnarsi che tutto avvenga nelle condizioni migliori, come è importante l’ambiente in cui viene creato e lasciato crescere (evitate il bagno, il garage se ci fate entrare anche l’auto e luoghi chiusi come un credenzino) e non ultimo è importante il nostro stato d’animo.
Alcuni fervìda in crescita non hanno bisogno di molto, dopo le prime 2 o 3 settimane di attenzione da parte nostra, riescono a svolgere il loro percorso senza troppi aiuti, anzi a volte per loro la tranquillità, assenza di spostamenti sia di luogo che del proprio fluido, è favorevole per la migliore metabolizzazione. Altre volte e lo segnalano sempre quando succede, chiedono aiuto: è vero che il fervìda ha bisogno almeno di un anno per essere pronto, ma è anche vero che la nostra attenzione nei loro confronti è assidua solo nei primi 2 o 3 mesi, passato quel periodo se tutto è stato fatto bene, non dobbiamo temere nulla, nemmeno i lieviti invadenti perchè li avremo già assoggettati a tutto il resto della popolazione microbica presente. Mentre li osserviamo e ci assicuriamo durante tutto il periodo dell’anno che tutto proceda bene, li dobbiamo assaggiare per verificare che l’acetico sviluppato non si perda, perchè nel caso notiamo sofferenza e perdita del loro potenziale dobbiamo correre ai ripari.
Attenti a queste poche nozioni e in sua “compagnia”, il nostro anno passerà in fretta, regalandoci poi la soddisfazione di poter usare il nostro preparato con grandissima emozione.
Buon fervìda a tutti ❤

FERVìDA– come iniziare

– che ingrediente scegliere –

Per prima cosa fate attenzione a ciò che la Natura incondizionata offre intorno a voi.
A seconda della stagione la scelta è vasta, ci dona sempre moltissimo, specialmente se c’é modo di avere un orto oppure se le sapete riconoscere, le erbe nei campi che potrete raccogliere con le vostre mani, sarà la formula migliore! Se non è possibile affidatevi ad agricoltori che lavorano la propria terra in modo sano e senza pesticidi.
Fate passeggiate lungo cammini lontani da terreni coltivati con prodotti chimici o strade trafficate, vi darà modo di raccogliere erbe utili, gli alberi invece ci regalano sia le foglie che i frutti, preferite sempre in ogni caso e se possibile, frutti, vegetali o erbe di stagione biologici se dovete acquistarli.
Non ultima, la scelta deve essere basata anche su un alimento che vi faccia bene e di cui non siate intolleranti.
Il mio consiglio è di fare ricerche anche su internet per informarvi sulle proprietà di un frutto o di un’erba, anche solo per scongiurare il pericolo di raccogliere un alimento tossico o non adeguato al benessere del vostro organismo.
Dopo esservi documentati in modo corretto tutto ciò che potrete fermentare sarà:
frutti, erbe e foglie (anche secche), spezie anche in polvere, semi, radici, cortecce, gemme e germogli solo se avete potato la pianta perchè altrimenti ne soffrirebbe, fiori (ma fate attenzione nel caso siano pochi sarà meglio lasciarli per gli insetti impollinatori, come ad esempio le api).
Una pulizia adeguata e accurata consiste nell’eliminare le parti guaste, foglie annerite, assicuratevi che i frutti non contengano ospiti indesiderati e nel caso si tratti di vegetali bio di cui siete certi della provenienza, per esempio del vostro giardino, potrete permettervi di pulirli con un canovaccio oppure con uno scottex imbevuto di aceto di mele biologico.
Il frutto ideale deve essere “quasi” acerbo, non va sbucciato, deve rimanere la sua buccia, il picciolo se fresco e anche il suo seme.

Le ciliegie normalmente vanno intere, in questo caso alcune erano a rischio “ospiti”

Il contenitore –

Come dovrà essere il contenitore? Piccolo, medio o grande? Vetro o plastica?
Il vaso piccolo (0,5 lt. / 1 lt.) può andare molto bene solo nel caso si decida di fermentare una spezia perchè il poco liquido che ne risulterà sarà comunque usato in modo molto parsimonioso magari si potrà arricchire un altro Fervìda .
Il contenitore migliore, specialmente se questo sarà il vostro primo fermento, dovrebbe essere almeno di 5 litri di capienza, imboccatura ampia, larga abbastanza per infilarci una mano, che renda facile le operazioni successive, anche se di 3 lt. è accettabile ma il Fervìda maturo che preleverete a tempo debito sarà di circa 1 litro e mezzo, gelatina permettendo se nel frattempo si sarà formata.
Il contenitore di vetro sarà possibile fino alla grandezza di una damigiana (a bocca larga) da 10 o 15 litri ma questi due formati sono poco gestibili, pesanti e a rischio di rottura.
E’ possibile utilizzare i recipienti di plastica alimentare, sono pratici e l’esperienza insegna che il preparato viene bene anche in questo caso. I secchi per alimenti sono fatti di polietilene ad alta densità (HDPE) e sono privi di ftalati o bisfenolo A (BPA).
L’ampia superficie a disposizione del liquido all’interno di grandi contenitori, un secchio, un bidone ecc., favorirà il lavoro aerobico degli acetobacter, e non ultimo, sarà al riparo dalla luce solare impedendo di inibire molti organismi rispetto ad un contenitore di vetro bianco.
Inoltre vi darà modo di recuperare e riciclare contenitori che altrimenti non sarebbero più utilizzati da pasticcerie, panifici, gelaterie, ecc..
Più il contenitore o il fusto sarà grande, più la fermentazione sarà vitale , briosa e riccamente popolata!
Prima di utilizzare il vostro contenitore, dopo averlo lavato, dovete avere cura di purificarlo con aceto di mele biologico, oppure con Fervìda se ne avete uno a disposizione.
Alcuni barattoli o piccoli contenitori hanno il tappo metallico, anche se al loro interno sono foderati da una sottile pellicola di gomma non fidatevi, il Fervìda per le sue doti chelanti, tenderà a richiamare a se il ferro contenuto nel tappo corrodendolo.

Esempi classici..

Il tappo –

Il tappo a vite in plastica è il migliore perchè permette di calibrare la chiusura del vaso, andrà bene anche il coperchio di cui è dotato il vaso con chiusura ermetica, generalmente di vetro ma bisogna ricordarsi di togliere la guarnizione per evitare che possa esplodere.
Se invece usate un contenitore in plastica, per esempio da 10/15/20 lt o più grande, usate tranquillamente i coperchi di cui sono dotati.
Se chiudono in modo molto ermetico mettete tra il coperchio e il contenitore, un foglio di plastica trasparente e senza colori abbastanza resistente.
Non usate la pellicola che è sottile e si rompe velocemente e dei pezzetti di plastica potrebbero cadere facilmente all’interno.
Alcuni barattoli o piccoli contenitori hanno il tappo metallico, anche se al loro interno sono foderati da una sottile pellicola di gomma non fidatevi, il Fervìda per le sue doti chelanti, tenderà a richiamare a se il ferro contenuto nel tappo corrodendolo (vedi foto).
Proteggete il Fervìda e il tappo con un foglio di plastica trasparente e senza colori magari inserendo il tappo metallico dentro un sacchettino che normalmente usate per mettere in frezeer gli alimenti.

stato del tappo metallico che ricopre un fervìda dopo circa un anno

La soluzione zuccherina –

INGREDIENTI:
1) ACQUA. Deve essere acqua potabile, di fonte sarebbe l’ideale, acque filtrate attraverso depuratori domestici oppure semplicemente acqua di rubinetto.
Se si utilizza acqua di rubinetto sarà bene metterla per almeno una giornata in un contenitore a bocca larga per permettere l’evaporazione del cloro. Non usate acque contaminate pensando che bollirle sia una soluzione. Io per scelta non uso acqua bollita perchè si impoverisce completamente di tutti i suoi microrganismi ed enzimi.
2) ZUCCHERO (oppure MIELE)
Scegliete zuccheri (saccarosio), non completamente raffinati di barbabietola o di canna, oppure il miele (glucosio/fruttosio).
Vi è visto che utilizzare zucchero integrale scuro (es. il mascobado) produce circa il 40% delle volte, un liquido denso che a seconda della consistenza tornerà ad essere fluido in tempi più o meno lunghi (dal mese fino anche a diversi anni). E’ conosciuto da chi già prepara iFervìda come “blob”.
Usate una CARAFFA GRADUATA (oppure BICCHIERE, TAZZA)
Strumento necessario che serve per misurare i volumi dei nostri due ingredienti.
PROCEDIMENTO per preparare la soluzione zuccherina:
Bisogna sottolineare che lavorare attenendosi ai volumi e non ai pesi vi faciliterà in molte operazioni, inoltre chi sceglie di usare il miele, essendo un’ingrediente liquido con peso specifico diverso dallo zucchero, è molto più voluminoso.
Un litro di miele pesa circa 1,400 Kg.
Se procedete con le proporzioni utilizzando solo i chilogrammi, mettereste meno sostanza zuccherina del previsto se utilizzate miele.
Mentre per lo zucchero il peso specifico è uguale a quello dell’acqua.
Un litro di acqua equivale a 1Kg. Di zucchero.
Premesso che la ricetta prevede che ad 1 litro di acqua va aggiunto 200ml di dolcificante (20% di sostanza zuccherina), a seconda di quanta acqua zuccherata vi serve, decidete la grandezza del vostra caraffa graduata, che potrebbe essere anche una tazza, un bicchiere etc..

Vi segnalo due interpretazioni su come procedere con il dosaggio di questi 2 ingredienti:
1) – Se preparate il Fervìda in un contenitore che ha una capienza complessiva di 10 litri, vi troverete bene a lavorare con la caraffa da 1 litro, ponendo perciò 5 caraffe da 1 litro di acqua e 1 caraffa da un 1 litro di dolcificante (che sia zucchero oppure miele), in questo modo rispettate il “volume” e non sbagliate mai la proporzione.
Nel caso vi serva ancora liquido dolcificato per terminare il contenitore portandolo fino al raggiungimento di solamente 1/10 di aria con anche il vegetale già all’interno, userete una tazza, oppure la tazzina da caffè, sempre con lo stesso rapporto e cioè 5 tazze saranno di acqua 1 di zucchero o miele.
2) – Chi si appresta a fare un Fervìda piccolo o di pochi litri, la scelta migliore se riuscite a non fare la lotta con i numeri, è la caraffa graduata.
Un esempio di dosaggio usando :
500ml di acqua + 100ml di zuccheri
600ml di “ + 120ml “
1,5 lt. di “ + 300ml “
e così via.

Non abbiate timore di preparare un po di soluzione in eccesso.
Se vi rimane acqua zuccherata è sempre possibile utilizzarla per fare una tisana!!
Usare le mani per sciogliere lo zucchero o il miele è da preferire, per cui abbiate l’accortezza di pulirvi le mani con aceto di mele biologico per togliere le tracce di sapone. Se le mani sono colpite da una patologia, come psoriasi, micosi, o con ferite di altro tipo è bene utilizzare un utensile di legno o plastica oppure i guanti.
Non riscaldate l’acqua per facilitare lo scioglimento del dolcificante.
Ora anche il liquido è pronto per la creazione del Fervìda.


FERVìDA – PREPARAZIONE

Per permettere questa fermentazione benefica dobbiamo mantenere una proporzione che è di 3-5-1-1 parti, perciò avete suddiviso in 10 parti e occupato al 100% lo spazio del vaso, di qualunque grandezza sia, e cioè:
frutta, vegetali e/o erbe (3),
acqua (5) + lo zucchero (1) che forma la soluzione zuccherina,
aria (1).
Avete tutto! l’ingrediente da fermentare, il contenitore con il suo tappo, e avete preparato la soluzione zuccherina.

Servono altri due piccoli accorgimenti:
aceto di mele biologico (se già avete un Fervìda meglio ancora)
scottex
Pulitevi le mani.
Spruzzate l’aceto di mele nel contenitore scelto e “purificatelo” da eventuali tracce di detersivo e passate lo scottex per asciugare.

Come aggiungere i vegetali –

Contenitore da 5 litri
Controllate accuratamente il vegetale scelto assicurandovi non vi siano parti guaste.
In caso la vostra scelta ricada sulla frutta, preferitela semi-acerba.
Se il vegetale è piccolo e non coriaceo (ad esempio bacche, fragole, ciliegie, fichi, frutti di bosco, pomodori, zucchine, etc..) potete metterlo intero, senza sbucciare e senza togliere eventuali semi.
Vegetali più grandi, mele, pere, arance, limoni, cetrioli, peperoni,zucca, ecc.. in un contenitore di queste dimensioni sarà opportuno tagliarli in 2 nel caso di limoni ad esempio, oppure in 4 parti nel caso di frutti più grandi.
I semi dei vegetali, le bucce, il picciolo, possono essere anch’essi utilizzati.

Contenitore da 10 litri
Stesso procedimento, come nel contenitore da 5 litri, unica differenza è che i frutti possono essere inseriti interi, solo incisi in profondità per permettere al liquido di “lavorare” anche al suo interno, oppure ridotti in grandi pezzi. Vegetali grandi o con bucce coriacee come la zucca, pompelmo, arancio, ecc.. sarà bene tagliarli.

– Ho messo abbastanza vegetale o troppo poco? –
Ogni vegetale (frutto/vegetale/erba) ha un peso specifico diverso, di conseguenza adotteremo il metodo visivo per non sbagliarci mai nelle proporzioni che devono riempire 3/10 del vaso.
Ossia, il vostro contenitore deve essere riempito per 3/10 del suo spazio di frutta e/o erbe, aggiungete la soluzione zuccherina precedentemente preparata fino a lasciare 1/10 di spazio vuoto all’interno.
Di un vegetale tagliato in pochi pezzi grossi dovrete riempire fino a circa mezzo contenitore, considerando che tra i pezzi di frutta è presente molto spazio vuoto, avrete riempito di 3/10 il vaso.
Se si tratta di un vegetale piccolo e intero il riempimento sarà minore, non arriverete a mezzo contenitore perchè gli spazi vuoti tra i frutti sono minimi.
Le erbe (anche le foglie e i fiori le chiameremo erbe) sono leggere e voluminose, anche in questo caso l’inserimento nel vaso sarà più o meno la metà del contenitore, per capire se all’incirca state mettendo i 3/10 dovete premere per abbassarle, quando premendo siete arrivati a circa 4/10 del vaso è pieno abbastanza.
Il trucco (e un po di occhio) è immaginare di vedere il vegetale frullato o tritato.

Inserire la soluzione zuccherina (s.z.) –
Ora non resta che aggiungere la s.z. che avete precedentemente preparato e ben mescolato per disciogliere gli zuccheri. Riempite il contenitore fino a quando non sarà rimasto pochissimo spazio vuoto e cioè 1/10 di aria.
Da sapere sulle erbe
Non riempite completamente il fervìda preparato con erbe di s.z., lasciate abbastanza spazio perchè servirà ad esse, in quanto i gas della fermentazione che in breve tempo si innesca, le spingerà in alto, appena la fermentazione iniziale si sarà calmata (circa un paio di settimane), completate aggiungendo la s.z. fino a che rimane 1/10 di vuoto.

Il Fervìda è nato -!!

Spero sia di vostro gradimento e ben comprensibile la lettura.
Sono certa che iniziare a fermentare erbe e frutti porterà in casa vostra tantissimo benessere. Buon inizio!
A presto.

© Lenina Graziani

2 commenti a “La tecnica

  • Adelheid Ruth Heep-Wolbert

    Grazie per l’info. Ho fatto 1 anno e mezzo fa dei fermenti. Quale quantita’ ne posso prendere al giorno per un ‘equilibrio sano dell’intestino?

    Una altra mia domanda e’: Come uso l’aloe vera fermentata e la gelatina che ha prodotto?

    Grazie e cari saluti!

  • lenina graziani

    Buonasera Adelheid Ruth, la domanda è un pò generica perchè bisognerebbe capire quali sono i tipi di fermenti che stai dicendo. Per quanto riguarda i fervìda la quantità necessaria è soggettiva, parliamo di poche gocce, fino ad arrivare a circa 30/50 gocce al giorno, opportunamente suddivise in diversi momenti della giornata. Sei vuoi saperne di più sei il benvenuto all’interno del gruppo ‘Semplicemente FerVìda’. Grazie a te. Ciao